Vangelo della Domenica

30ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  anno B

30ª Domenica del Tempo Ordinario – anno B

28 Ottobre 2012

Finalmente uno che gli piace

A chi legge il Vangelo di Marco viene sicuramente agli occhi una realtà: trovare uno che piaccia a Gesù è un po’ difficile. C’è chi non capisce, chi è duro di cuore, chi è mosso dall’ambizione come i discepoli, chi insegue manie di grandezza…
Oggi finalmente la scena cambia e uno -finalmente- si sente dire: “Così va bene”! Càpita a un tale Bartimeo, cieco, mendicante marginale sul ciglio delle strade di Gerico. Non è un maestro della legge, non è un amico di Cristo, non fa parte del suo seguito, non è un pio israelita; anzi è cieco e questo non depone bene per lui, perché nel mondo antico in generale e nel mondo ebraico in specie, la vita di un cieco era miserabile. Con eccezione di una minoranza, che godeva di una posizione onorata come i profeti o i poeti, i ciechi erano in maggioranza condannati ad una vita di povertà e spesso abbandonati al proprio destino. Se è cieco, sarà per punizione…


Tradotto in termini comprensibili Cristo, invece, gli dirà: “Tu sì che hai fede. E questa è la tua fortuna. Non devi ringraziare me, ma la tua fede. Và e renditene conto…”.

Le ragioni di una riuscita

La domanda che fa a Bartimeo il Signore Gesù l’aveva già rivolta ai due fratelli, Giacomo e Giovanni: “Cosa vuoi che io faccia per te?”. E gli erano cadute le braccia. Bartimeo invece lo incanta. Perché? Come si presenta, chi è?
Anzitutto ha un problema e lo riconosce; vive un disagio e lo tira fuori; chiaro che Dio ascolta il grido sincero di un figlio e chiaro che tutto, sempre, parte da qui: la propria miseria riconosciuta. Così si prega, così si parla con Dio! Partendo dalla propria verità e cioè dalla propria angoscia; perché la nostra angoscia è sempre l’angolo di luce migliore che abbiamo. Se sappiamo leggere, da quel punto ci è chiara tutta la nostra distanza da Dio, il senso dell’errore, i vicoli ciechi su cui ci siamo incamminati…
Santo coraggio di parlare, senza rassegnarsi. Perché questo è la rassegnazione: decidere di tacere, tanto ‘ormai’…Santo Dio che ci vuole guerrieri combattivi e non fatalisti rinunciatari! Grande Bartimeo… ti zittiscono e tu urli più forte. Una cosa sai fare e fai tutto il giorno: sei un mendicante e chiedi, chiedi con insistenza, chiedi sempre, a tutti. Perché così si ottiene, insistendo. Infatti Cristo si ferma.
Perché davanti a Bartimeo ti fermi Gesù? Perché spesse altre volte non ti fermi? Perché ti è piaciuta la domanda di Bartimeo?
Bartimeo grida ciò che gli manca e che desidera: vuole tornare a vedere.
Prima ci vedeva, poi è divenuto cieco; ma se la ricorda la luce! Ha memoria della bellezza dei colori e ne sente nostalgia. “Maestro, che io riabbia la vista”. Ma cosa è vedere? Vedere è nulla, è poco, si fa presto. Vedere le cose, le persone e non vederle alla luce di Cristo e non vederci la luce di Cristo, a che serve?
Questo desidera Bartimeo. Vederci e vederci con la luce di Cristo. E questa è una domanda vera; spesso Gesù non si ferma davanti alle nostre richieste false, fatte così, alla leggera. Tanto alla leggera che basta poco per stancarci e non chiedere più.
Hai smesso di chiedere? Ma allora quanto ci tenevi?

Cristo incantato

Deve aver strabuzzato gli occhi il Maestro soprattutto alla vista di quello scatto con cui Bartimeo si era messo in piedi e al dettaglio del mantello mollato.
Quello che non era riuscito al giovane ricco, costretto ad obbedire alla sua tristezza; quello che pareva tanto duro anche ai discepoli; quello che Gesù paragonerà al cammello che tenta goffamente di passare per la cruna dell’ago… sarà così naturale per Bartimeo.
Il mantello per un cieco è tutto. Vestito, coperta, casa, protezione, sicurezza.
All’aria. C’è un’altra sicurezza. E questa nessuno può portarla via.
Vangelo dei dettagli che sono la chiave di tutto: quale è il mio mantello?
Questa è la predica di oggi. Signore Gesù, non ti fermi e non riacquisto la vista e ora so perché: un salto come quello di Bartimeo mi costa molto, perché nella mia cecità ci sto alla grande e poi il mantello no. È tutto quello che ho, non puoi pretenderlo!
Grazie, Gesù, avrà detto il mendicante di Gerico.
Che grazie, Bartimeo? Hai fatto da solo, hai capito tutto. Ti ha fatto vincere la fede.
Beati quelli che sapranno fidarsi così, come te…

padre Fabio, guanelliano

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