ECCEZIONALE

La prima lettera in cui

SAN GIOVANNI BOSCO parla di SAN LUIGI GUANELLA

Un DOCUMENTO pubblicato già da tempo nell’Epistolario di don Bosco, ma finora sconosciuto alla letteratura guanelliana. Mai citato.

Don BoscoIl primo sentore della grandezza di don Bosco era giunto a don Guanella come eco di una predicazione straordinaria del santo torinese al Seminario di Bergamo, avvenuta  nell’ultima settimana di carnevale, alle porte della Quaresima, dal 4 al 9 Febbraio del 1861.

Poi era cresciuta negli anni, col desiderio di poter visitare quella grande opera piemontese; divenne realtà nei primi anni di sacerdozio di don Guanella grazie a diversi viaggi che rafforzarono la stima e l’affetto per don Bosco, tanto da invitarlo a fondare in diocesi di Como una delle sue opere in favore della gioventù. Tre furono le proposte: Chiavenna, Bellagio e Campodolcino.

Naufragarono tutte.San Luigi Guanella

La lettera preziosa di cui stiamo parlando fa riferimento al progetto Bellagio e, nel volume dell’epistolario salesiano, appare scritta a un “sacerdote non identificato”.

Si tratta di don Callisto Grandi, allora coadiutore a Chiavenna e amico di don Guanella fin dagli anni del seminario; costui era nativo di Bellagio e sapeva che la contessa Crivelli Serbelloni voleva destinare per un’opera sociale l’ex convento dei cappuccini di Bellagio sito dentro la proprietà dei Serbelloni.

Insieme con don Guanella stavano cercando da mesi di insistere per l’apertura in quel di Bellagio di una casa salesiana e don Bosco risponde a don Callisto Grandi mandando saluti per don Guanella già allora definito “sant’uomo”.

Si conoscevano già per i vari viaggi fatti dal nostro a Torino e soprattutto per la pubblicazione nella collana salesiana delle Letture cattoliche del primo famigerato libro di don Guanella, fonte di tante persecuzioni.

Ma è la prima fonte salesiana che parla di don Guanella, per noi davvero importante!

L’economo a cui don Bosco accenna è il salesiano don Antonio Sala che era di Pusiano, a una trentina di chilometri da Bellagio, conoscitore della zona e della gente, delle abitudini comasche…

Don Callisto era versatile scrittore e probabilmente nella sua lettera a don Bosco aveva chiesto di poter pubblicare una sua opera con la Tipografia salesiana, come aveva fatto don Guanella, pochi mesi addietro e don Bosco gli propone…

Ecco la lettera:

 

Torino, 28 Gennaio 1873

Reverendo carissimo Signore,

la grazia di Nostro Signore Gesù Cristo sia sempre con noi.

Ricevo con gratitudine la sua lettera in cui mi manifesta la possibilità di aprire un collegio schiettamente cattolico di codeste parti.

Ella mi accenna che reputa tal cosa della maggior gloria di Dio, e questo mi basta per prestarmi con tutti li miei sforzi possibili. Prima di ogni altra cosa è mestieri che Ella mi dica se quel convento de’ cappuccini sia tuttora compreso fra’ beni ecclesiastici, oppure con autorità ecclesiastica sia già stato venduto ad altri.

Ciò saputo io invierò il mio ecónomo a visitare il luogo e conoscere di presenza la persona che ci si mostra tanto benevola.

Intanto Ella cominci ad indagare se le persone che mi accenna, e se il medesimo paese di Bellagio siano di fatto pronti a darci mano in caso che si venisse al concreto. Quando saremo alla probabilità di conchiudere, oppure il bene della cosa lo richieda, andrò in persona a trattare e a parlare con quelle persone che che sarà per indicarmi. Come ecclesiastico io terrò a giorno la ecclesiastica autorità, ma soltanto allora che appaia certa l’effettuazione del progetto.

Nell’occasione che il mio economo si recherà costà, Ella potrà rimettergli il suo lavoro per le Letture cattoliche che riceverò con gratitudine. Io però lo debbo sottoporre al parere di una commissione appositamente stabilita che credo ci sarà pienamente favorevole.

Se mai vede il sant’uomo di Don Guanella lo riverisca tanto da parte mia, e tanto l’uno quanto l’altro facciamo delle nostre case come altrettante case loro in tutto quello che occorrerà di doversene serviré.

Dio ci benedica tutti.

La ringrazio di tutto, preghi per me che con gratitudine mi professo

di V.S. Rev.ma e carissima

aff.mo in G.C.

Sac. Gio.Bosco

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