GESU EMMAUS 3

Meditazione di Padre Fabio

Il Dio in agguato

A chi di noi l'albergo d'Emmaus non è familiare? Chi non ha camminato su quella strada, una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noi.

Ce l'avevano preso: il mondo, i filosofi e gli scienziati, nostra passione. Non esisteva più nessun Gesù per noi sulla strada. Noi seguivamo una strada, e qualcuno ci veniva a lato. Eravamo soli e non soli.

Era la sera. Ecco una porta aperta, l'oscurità di una sala dove la fiamma del caminetto non rischiara che il suolo e fa tremolare delle ombre. O pane spezzato! O porzione del pane consumata malgrado tanta miseria! «Rimani con noi, perché il giorno declina...».

Il giorno declina, la vita finisce. L'infanzia sembra più lontana che il principio del mondo; e della giovinezza perduta non sentiamo più altro che l'ultimo mormorio degli alberi morti del parco irriconoscibile.

«Quando furono presso il villaggio dove erano indirizzati, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi gli fecero forza dicendo: "Rimani con noi, perché si fa tardi e il giorno declina".

Egli entrò nel villaggio per rimanere con loro. Ed essendosi messo a tavola con loro, prese il pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e lo distribuì. Allora i loro occhi si aprirono e lo riconobbero; ma egli sparì. Ed essi dissero l'uno all'altro: "Non bruciava il nostro cuore mentre ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?"».

Un'altra volta Pietro, Tommaso, Natanaele, Giacomo e Giovanni pescavano. Erano ritornati al loro mare di Tiberiade, alla loro barca, alle loro reti: «S'erano sistemati...», dovevano pensare alle famiglie.

Ma non prendevano nulla.

Uno sconosciuto disse loro di gettare la rete a destra. Presero tanti pesci che Giovanni d'un tratto comprese e disse a Pietro: «E' il Signore! E' il Signore!». E Pietro si gettò nel mare per raggiungere al più presto il suo Diletto. Egli è lì, sulla riva. E' ben lui.

Alcuni tizzi fumano. Il sole asciuga le vesti di Pietro. Fanno cuocere la loro pesca; mangiano il pane che loro è dato da Gesù, al quale non hanno neppure domandato: Chi sei? - Non si è mai del tutto sicuri che sia Lui. Ma sì! Mio Dio, sei tu, sei ben tu che d'improvviso poni la domanda...: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». «Veramente, Signore, tu sai che io t'amo». «Pasci le mie pecore...».

Tre volte questo dialogo si scambia sulla spiaggia, al margine del lago.

Poi Gesù si allontana, e Pietro lo segue; e Giovanni un po' appresso a lui, come avesse perduto il suo privilegio di "più amato", come se il Signore resuscitato non indulgesse più a quella preferenza del suo cuore. Tuttavia pronuncia riguardo al figlio di Zebedeo delle parole misteriose che faranno credere agli altri discepoli che Giovanni non conoscerà la morte.

E quando, qualche settimana più tardi, Gesù si toglie dal gruppo dei discepoli, sale e si dissolve nella luce, non si tratta d'una partenza definitiva. Già egli è imboscato, alla svolta della strada che va da Gerusalemme a Damasco, e spia Saulo, il suo diletto persecutore. D'ora innanzi, nel destino di ciascun uomo, vi sarà questo Dio in agguato.

(F. Mauriac, «Vita di Gesù», Mondadori, Milano 1993)

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