benedetti2ALCUNE NOTIZIE SUL SERVO DI DIO D. LUIGI GUANELLA CHE IL P. CLAUDIO BENEDETTI DELLA CONGREGAZIONE DEL SS. REDENTORE MANDA AL REVERENDISSIMO PADRE GUALTIERO DISLER PROCURATORE GENERALE DEI SERVI DELLA CARITÀ AFFINCHÉ NE FACCIA QUELL’USO CHE EGLI CREDERÀ PIÙ OPPORTUNO

Comen. Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Aloysii
Guanella, Adiuncta ad Processum, II. Notizie scritte dal R. P.
Claudio Benedetti de quibus in Sess. LIV, in ASV, Città del Vaticano,
Congr. Riti, Processus, n. 5454, [ff. n.n. 38], copia manoscritta
autenticata; pubblicata in Aloysii Guanella, Positio
Super Introductione Causae, vol. I (Summarium), n. XXII, Documenta,
Romae, Typis Guerra et Belli, 1937, pp. 722-761
J.M.J.A.

Veneratissimo Padre Disler
Io conobbi di nome il Servo di Dio, Don Luigi Guanella, prima di conoscerlo di persona. Non ne ricordo l’anno preciso, ma certamente fu più anni prima del 1907.

Per dire come fu che lo conobbi di nome, premetto che in quel tempo (come prima ed anche adesso), presso la Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari (ora dei Religiosi) era stabilita una Commissione di sei consultori, presieduti da un cardinale della medesima Congregazione, i quali dovevano adunarsi ogni settimana per l’esame dei nuovi istituti religiosi che si presentassero alla Santa Sede allo scopo di riceverne il decreto, prima di lode, poi di approvazione dell’istituto, e poi di approvazione o ad tempus, o definitiva delle Costituzioni, come soleva e suole farsi ordinariamente. Io era allora uno di quei sei consultori, e fu allora che il Servo di Dio presentò due volte all’esame della Sacra Congregazione i suoi due istituti religiosi, quello maschile dei Servi della Carità e quello femminile delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza.
Né l’una, né l’altra volta il Servo di Dio poté ottenere il decreto sia d’approvazione, sia di lode, il che non deve fare alcuna meraviglia, perché questo, che avvenne a lui, avveniva non di rado anche agli altri fondatori di simili istituti, ed eccone la ragione. La Sacra Congregazione sa ben distinguere tra le opere pie e gl’istituti, o religiosi o pii, che si propongono di trattarle o dirigerle.

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