10 Dicembre

1912 – 100 anni fa

Le Suore di don Guanella arrivano in Calabria, a Laureana di Borrello.
Il Sabato dopo Natale, 28 Dicembre, due settimane più tardi, s’inaugurò il primo Asilo infantile di Laureana nella Foresteria del Palazzo Lacquaniti Argirò nel giorno esatto del quarto anniversario del Terremoto di Messina che sconvolse Sicilia e Calabria.
In quelle circostanze aveva perso la vita Domenico, il figlio undicenne della nobile famiglia di don Nicola dei baroni Lacquaniti Argirò, sotto le macerie del Collegio Salesiano crollato. I due genitori non ebbero neppure la consolazione di trovare il corpo del figlio…!
Sotto consiglio di persona amica, i baroni Lacquaniti ebbero modo attraverso il Bollettino La Divina Provvidenza di avere notizia delle opere guanelliane e così chiesero a don Guanella di aprire a Laureana, loro paese di residenza, un Asilo in memoria del loro ‘Mimì’.
Don Guanella rifiutò: erano in ballo molte vicende e diverse fondazioni…
Lunedì 29 Luglio riuscirono a farsi ricevere in udienza dal Papa Pio X e il Papa assicurò che don Guanella avrebbe accettato.
“Se il Papa lo vuole…verremo”. Fu la risposta.
Si pensava di iniziare già con l’Ottobre del 1912, ma la signora Lacquaniti da qualche tempo dimorava nel Palazzo di Napoli per salute malferma e vi si sarebbe trattenuta per tutto l’autunno.
Così il 27 Novembre don Guanella, scriveva a Suor Marcellina da Roma dicendole che ai primi di Dicembre finalmente sarebbero partite le Suore per Laureana. E Martedì 10 Dicembre di 100 anni fa le Suore arrivavano a destinazione, nella Laureana di Borrello, antica terra abitata un tempo dai monaci basiliani, martoriata nei secoli da molti terremoti, ma baciata dal sole di Calabria e ricca di gente di cuore.
I Lacquaniti avrebbero ceduto alle suore l’utilizzo di parte del loro Palazzo e dell’antica Chiesa padronale di Santa Maria della Sanità, anche conosciuta come chiesòla o chiesa della Madonnicchia, ubicata nel sito dove si suppone possa essersi formato il nucleo originario di Laureana intorno all'anno 1000, nell'attuale via Melchi in zona detta dei massari.
La chiesa, fatta costruire dalla famiglia Laquaniti-Argirò, presumibilmente intorno al XVII secolo, fu resa inagibile dal sisma del 1783 e successivamente restaurata. In essa, si venerava un'ottocentesca statua in cera raffigurante Maria Bambina. Conserva anche un organo diritto a mantici settecentesco. Sull'antico portale in pietra della chiesa è presente lo stemma degli Argirò.
Che strana la Provvidenza coi suoi giochi!
Dieci anni prima, sulla nave che lo portava in Terra Santa, nel Settembre 1902, don Guanella aveva annotato sul suo taccuino le prime impressioni sulla Calabria: era la prima volta che i suoi occhi vedevano quella terra:
“Le coste della Sicilia e della Calabria ci apparvero squallide infondendoci nel cuore un fondo di tristezza, al quale contribuiva certo il vedersi sfuggire allo sguardo la terra italiana.”
Come poteva sapere il povero fondatore di Como che Dio proprio in terra calabra avrebbe poi scritto una delle più belle pagine della Geografia guanelliana, ricca di opere, di vocazioni, di speranze, tuttora in quotidiana offerta di ‘Pane e Paradiso’?

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