Padre Fabio in Italia

Incontri di ritorno per i Pellegrini del Cammino di Santiago

padre fabio in italia

Lunedì 8 Gennaio – BOLOGNA
Martedì 9 Gennaio – NAPOLI
Giovedì 11 Gennaio – FIESOLE (FI)
Venerdì 12 Gennaio – ROMA
Sabato 13 Gennaio – MILANO
Domenica 14 Gennaio – VERONA
Lunedì 15 Gennaio – TREVISO
Martedì 16 Gennaio – TORINO
Mercoledì 17 Gennaio – GENOVA
Giovedì 18 Gennaio – CAGLIARI

A breve i dettagli di luogo e ora

MEMORIE AUTOBIOGRAFICHE DI DON LUIGI GUANELLA

I Padri Guanelliani, in occasione della Canonizzazione del Fondatore, nel 2011, pensarono opportuno rieditare “Le Vie della Provvidenza”, testo autobiografico di don Guanella vera perla della nostra letteratura.

/LE%20VIE%20DELLA%20PROVVIDENZA
Meritava, da tempo, un’edizione più dignitosa il testamento eccezionale di un santo! Poi, nel 2015, si è pubblicato il VI volume degli Scritti di don Guanella, contenente il testo della stessa Autobiografia. Cerchiamo di avviare alla lettura di questo documento unico.

Omelia per il funerale di don Giussani

Forse un giorno qualcuno mi chiederà: "Fabio, quale è la predica più bella che hai ascoltato?". Non avrò bisogno di pensarci molto e citerò questa che vi propongo qui sotto. Non so se è stata la più bella, so che dopo quella predica la mia vita è cambiata. E ho capito che anche una predica può creare la svolta nel cammino umano.

Padre Fabio

Cari Fratelli nell'episcopato e nel sacerdozio, "I discepoli gioirono nel vedere Gesù". Queste parole del Vangelo ora letto ci indicano il centro della personalità e della vita del nostro caro don Giussani. Don Giussani era cresciuto in una casa - come disse lui stesso - povera di pane, ma ricca di musica; e così, sin dall'inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza...
/JOSEPH%20RATZINGER

Iniziamo una nuova RUBRICA con quelli che seguono il nostro Sito.

Si tratta di ‘schegge’ raccolte da letture varie.

Piccoli motivi ispiratori di pensiero: leggi una frase e questa scava dentro di te e
produce a cascata riflessioni, le comunichi sperando che chi ascolta continui…
SPUNTI

Per questo li chiamiamo SPUNTI, cioè germogli, che avviano un processo.

Come dare un suggerimento, tipo: “ci hai mai pensato?”, che dici?

Uno raccoglie lo spunto e continua, in un dialogo ideale.
Contento di entrare con voi questo dialogo.

padre Fabio

 

Tornò da Torino con l’entusiasmo ravvivato dall’esperienza salesiana fra i giovani, ma anche col cuore segnato profondamente dalla visione e dal contatto con la Piccola Casa del Cottolengo e col p. Anglesio. Al momento prevalse il desiderio di avviare un’istituzione per giovani e ragazzi di tipo salesiano. II Vescovo l’accolse indicandogli come campo di ministero la parrocchia di Traona (1.200 anime, nella bassa Valtellina) in aiuto al parroco vecchio e ammalato, di carattere anche piuttosto difficile e non rassegnato a cedere lavoro; il ministero non era molto; c’era pero un vecchio convento abbandonato o altre case adatte: «vedesse e provasse» diceva il Vescovo senza molta convinzione.

Si aprivano anni di speranze: invece furono gli anni più penosi della sua vita. Tra l’ottobre 1878 e il novembre 1881: pochi anni difficili a Traona, poi i tristi mesi del 1881, affidato alla bontà accogliente di amici per un quaresimale a Morbegno, la predicazione dei mesi di maggio e giugno a Milano, un altro mese o poco più a Gravedona, infine relegato fra monti e parrocchie alpine a Olmo (a 1.050 metri di altezza, con 370 anime) nell’autunno; da ultimo, ma non finalmente, a Pianello Lario sul lago di Como verso il 10 novembre 1881.

I contrasti a Traona cominciarono un po’ col parroco, per l’esuberante sua attività e l’entusiasmo della popolazione in favor suo, e un po’ con un gruppetto di anticlericali del luogo che si agitarono quando videro aprirsi il piccolo collegio nel convento di S. Francesco, che sembrò partir bene, era gradito e utile. Ma si ricorse alle vecchie chiacchiere di Savogno: esaltato, scialacquatore, antipatriota, sospetto anche alla curia per la sua severità; si fece correr voce che gli avrebbero perfino sospeso la facoltà di confessare e che fosse in discordia con i confratelli che invece si dimostravano pronti a ogni aiuto. A Como, la Curia era divisa fra la stima per il sacerdote e il timore di scontri con l’autorità civile: c’erano già troppe occasioni di scontri e contrasti. Gli sembrò di esser abbandonato quando, ritirandosi il parroco, la Curia gli impose la rinuncia al titolo di economo spirituale; allora si impegnò apertamente perché il popolo optasse per l’amico e compagno don Nicola Silvestri: si vide ancora il prete intrigante e politicante e qualcuno sporse denuncia, «col rischio di una cattura, sorveglianza ridicola in casa e in chiesa e dappertutto...».

Ma l’opera continuava. II giornale diocesano, «L’Ordine», ne scriveva con elogi: gli alunni erano stimati e apprezzati per la loro preparazione e partecipazione; mentre il Guanella «attendeva a Dio e al popolo con impegno e prudenza. Dolce senza deboli accondiscendenze, forte senza bruschezze e indefesso nel lavoro come fu riconosciuto da tutti». Trovava il tempo di scrivere qualche libretto: un commento al Padre nostro e alle beatitudini (Andiamo al Padre e Andiamo al monte della felicità). II tema del Padre nostro gli diventerà sempre più caro e scriverà quattro commenti, nei suoi catechismi per il popolo.

Nel febbraio 1881 il collegio fu fatto chiudere, col pretesto di mancato rinnovo di autorizzazione; la vita gli fu resa più difficile, privandolo del già misero stipendio. Alcuni fatti danno la misura della tensione che era andata crescendo attorno a lui.

Nella pratica per il permesso governativo di economo spirituale, i carabinieri furono sollecitati a raccogliere notizie sul suo conto ed emersero i ricordi delle sue idee politiche: si diceva che dal pulpito parlasse male del risorgimento del ‘48 e delle autorità; «ma non ho potuto trovare – dice la relazione – persona alcuna che si risolvesse di confermare in iscritto quanto ebbero a udire; aveva messo insieme forze potenti per acquistare e avviare il collegio, mentre il suo interesse era di clericalizzare gli alunni, visto che la retta richiesta era così esigua», comunque, concludeva: «Disporrò in seguito sempre o sovente che una pattuglia si rechi a udire le sue prediche per avvalorare il suesposto e quindi riferire ogni emergenza sul riguardo. Sarà mia cura di assistere il più che possibile io stesso a tali prediche» (4 agosto 1880). Così, ancora per il quaresimale di Morbegno nel 1881 ebbe l’onore delle armi. II placet gli fu negato, negato lo stipendio, spinto a lasciare Traona. A Como, in Curia, si convenne di trarlo un poco in disparte; gli diceva il Vicario generale: «Non sapete che la prima virtù è la calma?». II Vescovo lo inviò allora a Olmo, quasi fuori del mondo; poi lo vide in occasione di una visita per cresime a Campodolcino il 13 settembre 1881: «Non posso sospendervi perché non ho argomento, ma lo farei se potessi». Don Guanella annota di suo pugno: «I1 don Guanella vistosi ricevuto in udienza per ultimo e sentirsi rimproverare in paese suo quasi in casa sua mentre era accorso per ossequiare il Superiore, si sentì amareggiato, e ne parlò con il fratello Tommaso con rincrescimento e tutto e tosto finì li». Affiorava il sentimento dello scoraggiamento e della solitudine, ma studiava, meditava e pregava.

Poi il Vescovo decise di chiamarlo in provincia di Como a Pianello Lario ove era stata fondata da poco un’opera per bambine orfane e per anziane, affidate a un gruppo di suore, messe assieme dal defunto parroco don Carlo Coppini. Ma, quando don Guanella vi arrivò come parroco, trovò chiusa la porta dell’istituzione: era già stata affidata al parroco del paese vicino; del Guanella meglio non parlarne. Confusione di giurisdizioni parrocchiali, o timore, o beffa? Don Guanella pensò che era ormai ora di pensare ai fatti suoi: don Bosco, i salesiani l’aspettavano pur sempre; restava l’ostacolo del Vescovo che non voleva saperne. Così maturo l’idea d’un ricorso a Roma, alla Congregazione dei Vescovi; vi esponeva il suo caso e concludeva: «In questo stato di cose io prego Dio che mi tenga lontano ogni pensiero il quale sia meno che rispettoso al mio superiore. Ma mi sento in cuore di dire che forse fin qui l’Ordinario usò troppo del mio abituale ossequio. E di questo non è che mi dolga per me. Mi duole per non poter seguire quella vocazione che non cessa di farsi sentire continua nel mio cuore». Chiedeva quindi il permesso di tornare da don Bosco. Aveva ancora il dubbio di aver lasciato don Bosco «trascurando una grazia grande, nell’aver posposto il consiglio di don Bosco al giudizio proprio». Era il dubbio sulla scelta della via che pure gli sembrava fondata nel profondo del suo cuore: la missione, il carisma, la grazia di Dio insomma a cui doveva dare la sua risposta (21 luglio 1882).

Prudentemente inviò copia ad amici: a don Cagliero e al suo prevosto, l’arciprete di Dongo, don Dell’Oro che già si stava muovendo presso il Vescovo. E il ricorso si fermò. Scrisse l’arciprete a mons. Carsana: don Guanella pensa di tornare presso don Bosco, da dove era partito a malincuore. «Io trovo nel Guanella un uomo di cuore, di gran coraggio e zelo, un uomo di iniziativa. I popolani di Pianello l’hanno come un santo e sono in gran trepidanza perché temono li abbia ad abbandonare». Gli raccomandava quindi di affidare l’opera del Coppini al nuovo parroco che avrebbe certamente accettato di fermarsi a Pianello. «Troverà questa lettera – concludeva – in casa d’un amico e confidente del Guanella, dove spero troverà sul suo conto informazioni meno sfavorevoli di quelle che si danno da altri, che lo vogliono spensierato, fanatico, pazzo, pericoloso per sé e suoi superiori, utopista, scialacquatore e peggio. Male lingue... esagerazioni per non dire calunnie. Con tutto il rispetto».

Finiva cosi, a 40 anni, la fase della ricerca e della preparazione: il Vescovo gli apriva le porte del piccolo ospizio. Cominciava l’ora della Provvidenza, ma anche della fame, fumo, freddo, fastidi, propri delle opere di Dio, fondate sulla sofferenza e sui sacrifici.

Grazie ai pellegrini
Eravamo un po’ in ansia per il pagamento dei lavori di ristrutturazione alla nostra MISSIONE GUANELLIANA sul Cammino di Santiago; ma ogni giorno la generosità dei vari Pellegrini italiani che, passando per Arca, l’hanno vista in cantiere ci sta visitando, dando respiro ai nostri…CONTI IN ROSSO!

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MESSE

nella nostra Missione Italiana sul Cammino di Santiago

  • Sante Messe secondo le tue intenzioni
  • Sante Messe per chiedere qualche grazia specifica (indicare il nome della persona per cui si chiede il motivo)
  • Sante Messe per ricordare i tuoi defunti (indicare nomi e, se serve, la data preferita)

SCRIVI al Superiore: pallotta.fabio@guanelliani.it

Sos ci dai una mano
SOS - Ci dai una mano? Stiamo cercando di costituire una rete di Messaggeri che facciano da "diffusori" del Cammino di Santiago nel loro comune di appartenenza che ci aiutino ogni anno a propagare la LOCANDINA del Cammino Giovani che Padri e Suore Guanelliane proponiamo ai giovani italiani a fine Luglio di ogni anno.

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NEWS

Aiutaci ad annunciare il Vangelo agli amici del Cammino di Santiago!

  • Se conosci qualcuno legato al Cammino, iscrivilo alla nostra newsletter (nel riquadro indicato in basso).
  • Se gli piacerà la leggerà e se no la cestinerà…

Ma almeno provaci!
Per noi è un grande aiuto.

UN GESTO D'AMORE

Sono molti coloro che stanno facendo giungere un segno del loro amore alla nostra Missione guanelliana sul Cammino di Santiago. Quest’anno abbiamo deciso di destinare ogni donazione ai poveri dell’India dove abbiamo numerose case per i più abbandonati.

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TENDIAMO LA MANO...

Forse sapete che stiamo ancora in PIENO CANTIERE. Le foto vi dicono COME ERA la nostra Casa di Arca quando siamo arrivati qui nel 2010 e vi parlano anche dei LAVORI IN CORSO. Un’opera grossa, i cui preventivi ci stanno togliendo il sonno.

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Per vivere un'esperienza unica

Per informazioni inviaci una mail...
Scrivi al superiore
camminosantiago.casa@guanelliani.it

...inviaci una mail

Vieni e seguimi


Hai mai pensato di spendere la tua vita per Dio e per i poveri?
...

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MANCA LA REGIONE

italiaMessaggeri del Cammino.
Ormai un buon numero di persone ha accolto la nostra richiesta di aiuto per fare da MESSAGGERI del Cammino e ci sono già collaboratori per molte regioni.
Al momento sono scoperte le seguenti regioni italiane:

MOLISE

Ci sono amici di quelle regioni disposti a darci una mano?
Dio benedica chi ci aiuta ad annunciare il Vangelo ad ogni uomo…
I PADRI GUANELLIANI

vedi chi ha già aderito

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Hai conosciuto Guanelliani e Guanelliane

sul Cammino ad Arca o Arzúa

o nella Cappella degli Italiani

a Santiago de Compostela?

VORRESTI COLLABORARE

con la missione cattolica italiana

che è sul Cammino?

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meditazioni rosario

Padre Fabio sta collaborando con il sito delle Suore Guanelliane per i Giovani (www.donguanellaxte.com) offrendo delle MEDITAZIONI ogni sabato sui vari misteri del santo rosario.
Per ascoltarle...

santiago

Volontariato Internazionale

foto4Sei interessato ad un’esperienza di SERVIZIO nelle Case Guanelliane del mondo?
Padri e Suore Guanelliane ti danno la possibilità di condividere un momento di lavoro e di preghiera coi poveri delle loro case sparse su quattro continenti:

EUROPA: Italia - Spagna - Svizzera - Germania - Polonia - Romania

ASIA: Israele - India - Filippine - Vietnam

AMERICA: Stati Uniti - Canada - Messico - Guatemala - Colombia - Argentina - Cile - Paraguay - Brasile

AFRICA: Nigeria - Ghana - Repubblica Democratica Congo

INFO preliminari:

Padre Superiore della Missione

caminosantiago.casa@guanelliani.it

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