fraciscio-250“VOI SIETE DURO COME LE VOSTRE MONTAGNE DELLA VAL CHIAVENNA”

170 anni fa nasceva San Luigi Guanella

di padre Fabio Pallotta, guanelliano

Il suo mondo

            Rassegnato o stizzito che fosse, queste furono le parole che gli scrisse un giorno il suo vescovo, mons. Teodoro Valfrè di Bonzo: “Ma già, voi siete duro come le vostre montagne della Val Chiavenna!”. Forse pensava di offendere o di intimidire; fatto sta, come diceva Manzoni a proposito del suo impulsivo Renzo, che “le parole fanno un effetto in bocca e un altro negli orecchi” e per don Luigi dovette suonare come un elogio. Le sue montagne…la Val Chiavenna…

            In genere il ricordo della sua terra affiora come un sogno in don Guanella anziano che si abbandona alle memorie, qualcosa di bellissimo che però si è rotto; non solo evocando la partenza del giovane dodicenne per il Seminario, che fu una vera lacerazione dell’animo, ma anche perché è costretto ad ammettere che quel suo mondo antico ormai crolla.

            Nelle memorie autobiografiche c’è la nostalgia di questo mondo che va e al quale non pare subentrare un mondo altrettanto in equilibrio per valori e per tenuta: riconosce che la sua Fraciscio e la Val Chiavenna della sua infanzia erano terra di gente semplice e forte, con un senso religioso di qualità, con una stoffa umana lavorata dal sacrificio e da affetti puliti, uomini e donne capaci di affrontare i drammi con un supplemento di virtù. Ma dovendosi schierare per un ritorno al passato o per uno sguardo in avanti, don Luigi si presenta quasi sempre come l’uomo del domani e dell’avvenire. Non solo per fede -c’è la Provvidenza- ma anche per fiducia di fondo verso gli esseri umani perché c’è in lui un invincibile ottimismo che lo fa partire sempre con un’ipotesi positiva, salvo poi prendere le cantonate o le batoste di chi s’imbatte nell’immancabile lato meschino del cuore umano.

            In quel mondo che sa ancora dell’incanto con cui gli occhi di un bambino lo fissano, era nato alle 11 di notte del 19 Dicembre di 170 anni fa, da Lorenzo Guanella e Maria Bianchi, nono di tredici figli. Fu una gioia il semplice fatto che fosse un maschio, perché finora ne erano nati solo due in quella casa e ben sei donne; allora arrivare al mondo da maschi era già garanzia di benvenuto.

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